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Studentessa DAMS in fase di sfogo: impressioni e pippe varie su ciò che è bello in quanto bello e su ciò che è bello in quanto piace (a me, chiaro). Perchè di opinionisti su questa terra non sembra essercene mai abbastanza...

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lunedì, 11 settembre 2006

I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN, Ang Lee, 2005

Chissà qual è il trucco per girare un film così. E’ difficile immaginare la via per eludere il rischio elevatissimo (e nel quale sembrerebbe quasi scontato incappare) di cadere nel facile moralismo, nella banalità gretta e boriosetta della benevolenza a buon mercato, della precofenzionata apertura mentale da talkshow, autocompiaciuta e ostentatamente autoreferenziale. Sarebbe bello distillare la sensibilità che Ang Lee ha infuso in copiosa misura nel comporre la sua opera (già Leone d’Oro alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia) per poterla distribuire in gocce vitali anche in altri film che dipingono anime, sentimenti, che modellano personalità ed esigenze meravigliosamente umane che salgono dal profondo. L’omosessualità, certo. Ma fermarsi solamente a questo aspetto, e bollare questo film come la storia dei due cow-boy gay sarebbe un errore maledettamente pesante, una violenza perpetrata senza motivo ad un'opera che si scopre vivere di ben altro respiro. L'Amore, ecco di cosa parla questo film. Ma non un amore qualsiasi, un amore standardizzato e da focolare e pantofole che in qualche modo tutti ci auguriamo per noi stessi. Non l'amore della tranquillità e della dolcezza, l'amore da cui tornare la sera e con cui condividere gioie e dolori della quotidianità. No. Qui ci viene mostrato con coraggio e onestà l'AMORE, quello con tutte le lettere maiuscole. Quello che non accetta imposizioni, che non conosce barriere o pregiudizi. Che non guarda alla forma, ma vive, è plasmato di sostanza. L'amore cieco, l'amore folle e irrazionale, l'amore per il quale si va contro se stessi perchè è necessario, perchè è più forte della propria volontà, e ad esso ci si può solo arrendere. Per amare così ci vuol coraggio, ad un amore così si sacrifica l'intera propria esistenza.

Un film in crescere, con un esordio ruvido, che gratta sul piano delle reazioni del pubblico, che provoca, ma con assoluta semplicità. E poi il crescendo, improvviso e a tradimento della seconda parte. Un raccontare che si assottiglia, che lascia spazio delicatamente agli sguardi dei protagonisti, all'emergere della loro interiorità, regalandoci alcune delle costruzioni psicologiche più complete ed eleganti che si siano potute godere sugli schermi negli ultimi tempi.

Da vedere, per ricredersi e per emozionarsi fino alle lacrime.
postato da: myfavouritethings alle 23:54 | link | commenti (1)
categorie: cinema

Commenti
#1   05 Ottobre 2006 - 12:27
 
L'ho visto in DVD qualche sera fa, un film emozionante come pochi...stupendo!
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