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Studentessa DAMS in fase di sfogo: impressioni e pippe varie su ciò che è bello in quanto bello e su ciò che è bello in quanto piace (a me, chiaro). Perchè di opinionisti su questa terra non sembra essercene mai abbastanza...

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martedì, 04 ottobre 2005

PRIMAVERA, ESTATE, AUTUNNO, INVERNO... E ANCORA PRIMAVERA, Kim Ki-duk, 2003

Le stagioni della vita raccontate come stagioni atmosferiche, i momenti della crescita isolati e narrati come capitoli di una fiaba dolcissima, di un sogno, di un mondo lontanissimo e non corrotto. Un monastero immerso in un lago, immerso a sua volta in un bosco quasi inaccessibile. Un monaco anziano che insegna ad un monaco giovane, che impara dalla tradizione e dalla vita, pagina dopo pagina, esperienza dopo esperienza. La purezza del fanciullo, l'esplosione di energia del ragazzo, la corruzione dell'età adulta e la saggezza e la redenzione della vecchiaia. Mai la vita era stata così simbolicamente dipinta, mai con la poesia e il canto che solo questo regista riesce ad esprimere.
La fanciullezza, e i primi contatti con il mondo esterno, l'apprendere dai propri errori e soffrire amaramente per le loro conseguenze, pentirsi delle proprie cattive azioni e imparare da esse diventano una parabola in crescere che si sviluppa con leggerezza ed estrema continuità per tutta la durata del film. La bellezza di un locus amoenus incontaminato che viene corrotto e deturpato dall'intromissione del mondo esterno, con tutti i suoi difetti, con tutta la sua umanità. L'arrivo dell'amore è la causa della rottura dell'equilibrio. E' il momento in cui il lato umano emerge e corrompe l'animo, ne violenta l'asceticità. Ma è nel contempo una benedizione, perchè diventa il mezzo per mettersi nella condizione di pentirsi, e di tornare esattamente dove si aveva interrotto per intraprendere il lungo, doloroso e salvifico percorso della redenzione. Solo grazie ai suoi errori più visceralmente legati al suo essere uomo, il giovane monaco potrà fare ritorno alle sue origini, e pentirsi, mortificarsi, per poi, finalmente, rinascere. La via della salvezza è necessaria catarsi, espiazione delle colpe per giungere ad uno stadio di saggezza superiore, che permetta al semplice uomo di reinserirsi nel ciclo delle stagioni e diventare a sua volta maestro in una catena tanto necessaria quanto infinita.
Atmosfere oniriche ed epicizzanti, dialoghi ridotti all'indispensabile e sublimizzati, uno stile narrativo semplice, diretto, sincero. Un film che diventa un quadro, un ricordo, una preziosa esperienza che si insedia piano piano nel profondo.

 

postato da: myfavouritethings alle 19:26 | link | commenti (6)
categorie: cinema

Commenti
#1   04 Ottobre 2005 - 19:47
 
bello il layout nuovo!
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#2   04 Ottobre 2005 - 21:28
 
indovina un po'.
con un po' di fortuna dal prossimo anno la mostra del cinema di venezia non esiste più.
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#3   05 Ottobre 2005 - 00:28
 
...scusa?
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#4   07 Ottobre 2005 - 16:06
 
Bel blog, c'è una bella botta di roba da leggere... ci dovrò dedicare del tempo.
Cos'è questa notizia sul festival del cinema di Venezia?!?
utente anonimo

#5   07 Ottobre 2005 - 16:30
 
Eh, pare proprio che se la nuova legge finanziaria passerà così come si sta progettando, il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) verrà tagliato di oltre il 35 %. Nello specifico, verrebbe dato il 70% in meno dei finanziamenti alla mostra del Cinema di Venezia. Il che renderebbe praticamente impossibile la sua realizzazione. Tutto ciò non va bene, per nulla.

Ma tu chi sei?Hai un blog? Grazie della visita intanto.
Ciao, a presto
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#6   02 Maggio 2006 - 17:00
 
Per me, un capolavoro.
freestate
utente anonimo

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