
Questo film è TROPPO. Non riesco a trovare una parola più adatta a definire il senso di pienezza e di copiosità di dimensioni (bellissime) che dominano questo film, dal primo all'ultimo fotogramma. TROPPO. Perchè una sola visione, per quanto condotta ad occhi spalancati, senza avere il coraggio di chiuderli mai, nemmeno per un secondo, non basta. Una sola visione è ridicola. Detto da me, che sono riuscita a vederlo per la prima volta con un incolmabile quanto pietoso ritardo (purtroppo non dettato dalla mia volontà ma dal fatto che nella mia città non è mai arrivato) può fare anche ridere, soprattutto considerando che per rivederlo dovrò senz'altro attendere il dvd. Una sola visione è come annusarne il profumo, ma il sapore, il gustarsi la pietanza in tutta la sua prelibatezza è ben altra cosa. In Old Boy non si può a stare dietro a tutto, perchè in realtà il film è talmente pieno e autonomo che non ha certo bisogno di aspettare lo spettatore e la sua personale e infinitesima misura per muoversi nella propria fiera organicità.

Old Boy ti attacca su diversi piani, contemporaneamente, fuimineamente, senza che tu possa accorgertene. Perchè c'è la storia, c'è l'immagine, c'è la fotografia, c'è l'umana passione, c'è il dolore e la rabbia. C'è il logoramento, lungo, estenuante. C'è l'incredulità, la caduta di senso, la sospensione della coscienza e del giudizio. Ci sono lacrime, c'è il sangue. C'è meraviglia e raccapriccio, pronfondo coinvolgimento e umana compassione. C'è la fatica, la pazienza e l'attesa. C'è la fretta, e la corsa al tempo che scorre inesorabile. C'è musica, una musica dal sapore antico, lontano e teneramente malinconico, una musica sempre superba ed elegante, invidiabile, nobile. C'è la vendetta, sì. C'è il passato che ritorna e distrugge, ed è impossibile fermarlo; il passato, nella sua spietata, immobile ineluttabilità.

Old Boy è lo scontro di due immense e devastanti onde di dolore e rabbia che gridano, urlano e pretendono vendetta. Questo è esattamente il punto in cui esse si scontrano, dove si uniscono in un vorticoso turbine di follia e rancore. Il climax raggiunge il suo culmine in questo spietato abbraccio, quasi quello di due amanti. Qui la tensione si spezza, e il nodo si scioglie. E rabbia, e vendetta non possono che generare due creature gemelle, facce opposte della stessa medaglia: puro dolore, di quello che non lascia spazio che a se stesso, e rassegnazione, perchè ci sono momenti in cui non si può più lottare, ma solo accettare quel poco che rimane.
Appena sono uscita dalla sala volevo rientrare subito, e rivederlo ancora, e ancora. E ancora. Perchè ci sono delle cose che mi mancano, dei dialoghi che non ho ben colto, delle immagini che non ho gustato fino in fondo. Questa sensazione, così forte, non l'avevo mai provata.
Devo rivederlo, assolutamente, al più presto.
