Nodi di forte intensità, agglomerati di fisico dolore partecipato, flussi inevitabili di umana compassione, e di fraterna compartecipazione. Impossibile non sentire dei pugni allo stomaco, non sentirsi inevitabilmente coinvolti e sconvolti dall'impatto di esperienze di vita mostrate nella loro semplice nudità, nel loro inarrestabile e incontrollabile essere ed avvenire. E' un regista onesto Giordana. E' un regista che non nasconde nulla, che non tenta di contraffare il reale per renderlo più o meno digeribile, più o meno coinvolgente o affascinante. I fatti semplici della quotidianità sono già abbastanza terribili e meravigliosi per loro conto, ma basta soltanto cammuffarli da fantasia, da irrealtà (in una parola, basta renderli cinema) per sfruttare un mezzo di diffusione così popolare e amato e farli arrivare dritti come veleno al cuore di tutti. Per scuotere le coscenze. O semplicemente per il senso di dovere che investe l'atto di raccontare. Ungere l'orlo del vaso con dolcissimo miele, per ingannare il fanciullo e fargli bere l'amara medicina. Giordana compie esattamente questo, con serena e candida convinzione nella potenza dei propri mezzi.
L'esperienza visiva di un film come Quando sei nato non puoi più nasconderti assomiglia molto alla reazione emozionale che colpisce di fronte ad un'opera qualsiasi dell'espressionismo pittorico: giustapposizione forzata di elementi di urlata soggettività, di compartecipazione anche fisica al dolore recato dal reale, accostamento di forme e colori forti, pregnanti, la cui unica finalità è trasmettere un proprio modo di subire o di affrontare la vita, un proprio universo di sensazioni e fantasmi. Così la straziante sequenza di Sandro in mare, l'assembramento confuso e autistico di persone, culture, odori, colori e linguaggi nel barcone e nella comunità, il trucco sfatto e violato di Alina non sono altro che pennellate violente ed accalcate una sull'altra sopra l'ampia tela del regista, il cui merito è quello di aver raccontato la realtà variopinta e contraddittoria di fatti e tematiche quotidiane del nostro paese, pagando lo scotto di un risultato narrativo confusionario e in parte superficiale nel trattare tali temi controversi e di grande attualità.
