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Studentessa DAMS in fase di sfogo: impressioni e pippe varie su ciò che è bello in quanto bello e su ciò che è bello in quanto piace (a me, chiaro). Perchè di opinionisti su questa terra non sembra essercene mai abbastanza...

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lunedì, 28 marzo 2005

PRIMO AMORE, M. Garrone, 2003

Ho appena spento la tv, dopo aver letto fino all'ultima lettera dei titoli di coda di questo film. Non mi capita mai di scrivere qualcosa su un'opera cinematografica senza averci riflettuto un po', senza aver raccolto le idee, senza aver lasciato passare almeno una notte per metabolizzare il tutto. Questa volta non mi è riuscito, non ho potuto fare a meno di accendere il pc ed iniziare a digitare qualche frase, senza saper bene nè cosa nè come. E tantomeno perchè.
Questo film mi ha senza dubbio colpita, in più punti e in maniere diverse. Iniziando da quella che potrà sembrare l'osservazione più banale, direi che mi ha leggermente destabilizzata la scelta della città. Da buona vicentina che ha sempre creduto che la propria fosse una delle città italiane che vanno a formare di diritto il plotone/cenerentola delle possibili ambientazioni cinematografiche, non ho potuto che rimanere allibita sin da quando le prime immagini che ritraggono la stazione delle F.T.V. ( Ferrovie Tramvie Vicentine) di viale Milano, attraverso cui sono passata infinite volte per tutti gli anni del liceo (e qualche volta ancora oggi) non mi hanno lasciata a bocca aperta con un'espressione smarrita ed insulsa ad esclamare: "Ma è VICENZA!". Ora, per chi è cresciuto in città come Roma, Milano o Firenze, questa sensazione sembrerà tanto stupida quanto più ingenua e incomprensibile. Beh, probabilmente lo è. In più, sentir parlare gli attori di un film in una maniera per me così quotidiana e familiare non ha che contribuito a tutto questo strano rimescolio di emozioni che non mi hanno abbandonata fino alla fine del film (scusate, i vicentini non sono abituati a trovarsi faccia a faccia con se stessi. Cercate di capire...). Un sentito e personale grazie a Garrone per avermi per una volta fatta sentire davvero a casa mia mentre guardavo un film.
Passando oltre questo breve (e probabilmente causa di futura vergogna) sfogo, parlerei anche un po' del film, che in quanto ad emozioni non è di certo cosa da poco. La crudezza e la ripida spirale di dolore che Garrone ci sbatte in faccia non lasciano scampo, ci costringono a scavare nel nostro profondo, a rivivere, a sentire i brividi lungo la schiena perchè è IMPOSSIBILE non ritrovarsi a provare orrore, paura e immedesimazione nella percezione delle tristezze recondite che ogni storia d'amore porta con sè. Ovviamente questo è un esempio estremo, è una storia che qualcuno difficilmente definirebbe con l'ormai abusato vocabolo "amore". Ma il binomio insuperabile eros/thanatos, eredità preziosa di una civiltà che tanto ci ha insegnato, trova qui una sua compiuta dimostrazione nella rappresentazione di un sentimento che per trovarsi compiuto deve necessariamente passare attraverso la distruzione. Distruzione dell'altro e distruzione di sè, il tutto ottenuto per eliminazione, per consunzione, per logoramento e devastante deperimento. E poi c'è il fuoco, c'è l'oro, c'è un corpo nudo sempre più sottile e un paio di occhi azzurri sempre più freddi. C'è la voce che si spegne, c'è un po' di pelle pallida, c'è una serie di vertebre in fila, nude, fredde, aride. Mettere fine a questa cruda sofferenza, a questa calcolata e inevitabile violenza vorrebbe dire mettere fine ad una relazione che sembra essere la più importante per entrambi, l'unica, la vera storia della vita. Al binomio Mente/Corpo, eretto a pilastro portante di tutta la poetica del film, bisogna aggingere con forza anche un terzo elemento: il Cuore, che si caratterizza come la parte più autenticamente umana di questi due personaggi, straziati dall'interminabile conflitto tra la precisa glacialità della Mente e la bolsa animalità del Corpo. Solo un atto di violenza può mettere fine a tutto questo. E un atto di violenza riporterà il silenzio, la consapevolezza, un ritorno ad una normalità di intenti che una volta tanto rappresenta l'unica forma di salvezza possibile.
Bravo Garrone.

postato da: myfavouritethings alle 18:59 | link | commenti (9)
categorie: cinema

Commenti
#1   29 Marzo 2005 - 09:27
 
Ciao,
grazie per la visita e complimenti anche a te per il blog. :-)
Ti ho inserito tra i preferiti.

Ciao
Paco
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#2   30 Marzo 2005 - 02:24
 
eh si sente che l'hai scritta a caldo. ma io sostengo fortemente i pareri a caldo, per certi film sn fondamentali.
concordo per il fattore cuore, il ritorno, la pulsione che vince e trionfa nel finale. anche se la realtà è che quando lo vidi al cinema l'anno scorso rimasi senza parole. di certo c'è con quanta potenza questo film riesce a scavarti dentro, a farti quasi sentire il vuoto e il peso del corpo. la ricerca della purezza, dell'essenza, nel raffinare l'oro e nell'affinare il corpo di lei.

[cmq,nn vergognarti del tuo ritrovarti faccia a faccia con la tua città. l'empatia che scatta attraverso un film nei confronti di una città è sempre una cosa molto bella e importante. che sia la tua città o un'altra città che prediligi o meno. tra l'altro a me l'accento vecentino fa spaccare.è bellissimo!]
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#3   30 Marzo 2005 - 09:43
 
@ Gogo: Già, i pareri a caldo li sto decisamente rivalutando... :)
E concordo con te con il fatto che sia un film che scava dentro, che ti fa provare, mentre lo guardi, sensazioni anche fisiche molto forti (in più di qualche punto mi son ritrovata a stringermi inconsciamente il ventre... chissà che vorrà dire, forse istinto di protezione, boh).

Per quanto riguarda il vicentino... Anche a me piace un sacco (ghghghg ^^) anche se a volte mi piacerebbe provare la sensazione di sentirlo "dal di fuori" (spero si intuisca il senso di quello che sto farneticando).
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#4   07 Aprile 2005 - 11:46
 
Garrone a mio avviso è l'autore italiano più di talento degli ultimi anni. Storie forti girate con polso fermo. Anche L'imbalsamatore era fantastico. Certo, in Primo amore qualche furbizia c'è, come ad sempio la recitazione "artigianale" del protagonista, che crea comunque vicinanza tra attore e pubblico. Spero che Garrone abbia il successo che merita.
utente anonimo

#5   07 Aprile 2005 - 11:54
 
Lo spero anche io... Anche perchè ricordo pochi film che mi abbiano presa così tanto come questo "Primo Amore".
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#6   14 Aprile 2005 - 18:38
 
vero! bravo garrone e bellissima anche la colonna sonora de La Banda Osiris. Ciao :)
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#7   14 Aprile 2005 - 21:08
 
Cavolo ecco cosa mi ero dimenticata di scrivere! L'ho apprezzata tantissimo anch'io!! :)
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#8   22 Aprile 2005 - 19:06
 
uno dei dischi più belli dello scorso anno :)))
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#9   23 Aprile 2005 - 02:14
 
Me lo devo procurare assolutamente, ora che mi ci fai pensare.
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