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Naufragando nel magico mondo di Arte, Musica e Spettacolo

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Studentessa DAMS in fase di sfogo: impressioni e pippe varie su ciò che è bello in quanto bello e su ciò che è bello in quanto piace (a me, chiaro). Perchè di opinionisti su questa terra non sembra essercene mai abbastanza...

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sabato, 26 marzo 2005

IL GIOVANE TOSCANINI, F. Zeffirelli, 1988

Gli screzi con il Teatro della Scala, l'incontro con uno dei tanti impresari in circolazione, la traversata oceanica per raggiungere il Brasile e il successo/esordio come direttore d'orchestra. L'amore per il violoncello, per la musica, lo slancio eroico e l'ardore giovanile, l'impegno civile sentito in maniera forte e prepotente. Questi i temi, che elencati in maniera così fredda e barbara riescono ad essere perlomeno sinceri ed essenziali, contrariamente a quanto catastroficamente combina Zeffirelli in questa sua contestabilissima prova cinematografica.
Quanta retorica gente! Toscanini, la Bulicioff (una matronale Liz Taylor) e l'altra biondina (la belloccia di turno, di cui manco ricordo il nome) non muovono un passo, non proferiscono verbo senza essere fastidiosamente moralisti, così gradassamente carichi di boriosi e ipocriti significati che i loro dialoghi e le loro azioni lasciano senza dubbio il tempo che trovano. Decisamente troppo romanzata questa biografia del Toscanini, il quale (suo malgrado) ci viene gettato addosso come il classico e archetipico nucleo pulsante di genio e (fin troppo poca e appena abbozzata) sregolatezza, all'insegna dell'educazione e della bontà di cuore. Le ambientazioni e le scenografie sono eccessivamente pesanti, irreali, leziose in un trionfo del tardoromantico che riflette in sè l'immobilità e la stereotipia di cui abbondantemente soffrivano gli allestimenti lirici e teatrali dell'epoca. Insomma, un film fatto di arie da baule del genere melò che non riesce a trovare  in se stesso un minimo di stabilità e significato al proprio svolgersi.
Un film che mi ha fatto riprovare (e senza alcun piacere) la sensazione a cui troppo spesso ero costretta alle scuole medie, quando i professori, non sapendo come barcamenarsi senza troppa fatica per un'ora di lezione, ci chiudevano in buie stanze dall'irrespirabile aria satura di polvere a vedere strani e pallosissimi film didattici (...) sulla struttura cellulare, sulle conseguenze della droga, sull'educazione sessuale, sulle biografie dei poeti/pittori/musicisti...

postato da: myfavouritethings alle 12:00 | link | commenti
categorie: cinema

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