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Studentessa DAMS in fase di sfogo: impressioni e pippe varie su ciò che è bello in quanto bello e su ciò che è bello in quanto piace (a me, chiaro). Perchè di opinionisti su questa terra non sembra essercene mai abbastanza...

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martedì, 08 febbraio 2005

NEVERLAND - UN SOGNO PER LA VITA, M. Forster, 2004

Raccontare una storia non è di certo cosa facile. Se la storia in questione poi narra la genesi di un'altra storia le cose sembrano essere ancora più complicate. Se, infine, la storia di cui si racconta la nascita è una favola tra le più raccontate, rielaborate, rappresentate, ammirate e sognate in tutto il mondo ci si può rendere tranquillamente conto di quanto le attese del pubblico siano elevate e, di contro, di quale peso sia la responsabilità di chi si sobbarca il carico di realizzare un così ambizioso ma geniale progetto.
Forster ci prova, e grazie ad un cast d'eccezione e ad un uso sapiente di effetti speciali e musica sembra riuscirci. Genera una nuova favola, ispirata a fatti realmente accaduti, in cui i protagonisti non sono più fatine, pirati, indiani e bimbi sperduti ma persone reali che con le loro azioni, con l'intrecciarsi delle loro esistenze danno vita alla favola che costituisce il cuore del film, "Peter Pan". Eccoci quindi davanti agli occhi James Barrie, autore del celebre romanzo, interpretato per l'occasione da un impeccabile Johnny Depp, alle prese con la creazione di un capolavoro che, pur essendo fine ultimo di tutta l'azione drammatica, si rivela essere un falso protagonista. Qui ad importare veramente, a commuovere e ad essere narrata è la storia di una straordinaria amicizia, e di quanto sia bello mantenere viva in sè la capacità di sognare che hanno i bambini.
Ben ricreati i momenti di sogno, di gioco e di immaginazione, efficaci e ben realizzati i fondali immaginari, coinvolgenti (per chi abbia la volontà di lasciarsi trascinare nel sogno) i continui passaggi tra la realtà umana che vivono i personaggi e quella della loro (e nostra?) immaginazione. Queste metamorfosi del visivo, questi fluidi passaggi tra vari strati di finzione (quella del film vista da noi e quella dell'immaginazione, della fantasia vista dai personaggi del film) sono a parer mio la parte più interessante e creativa dell'opera di Forster, che nel sistema a scatole cinesi di creazione di mondi fantastici si inserisce in una linea ideale che congiunge lui a Barrie e Barrie al bambino volante protagonista della sua storia.

postato da: myfavouritethings alle 15:04 | link | commenti (5)
categorie: cinema

Commenti
#1   11 Febbraio 2005 - 15:12
 
credo seriamente che questo film abbia qualcosa di magico, un incantesimo...
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#2   11 Febbraio 2005 - 15:15
 
Ehehe lo penso anche io... :)
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#3   11 Febbraio 2005 - 17:35
 
Andrò stasera. Mi vestirò tutto colorato, comprerò un sacco di caramelle e riderò sguaiatamente.
utente anonimo

#4   12 Febbraio 2005 - 14:01
 
Complimenti per la recensione, è davvero molto bella!
A me il film mi ha lasciato un pò di amaro in bocca, speravo sinceramente in qualcosa di più efficace, troppo sentimento e poca sostanza.
Ciao!
Alla prox
utente anonimo

#5   12 Febbraio 2005 - 19:34
 
Grazie mille anonimo! :)
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