Un autentico tuffo nel passato, senza ombra di dubbio. Per questo mi risulta difficile parlare di un film a cui sono legata fin dalla primissima infanzia. Sotto le recenti feste di Natale non ho potuto resistere alla tentazione di acquistare l'edizione dvd di uno dei film che più hanno segnato la mia fanciullezza (l'altro era "I Goonies", uscito un anno dopo il film in oggetto). Rivederlo mi ha fatto davvero molto piacere, per qualche attimo sono riuscita addirittura a rivivere qualche briciolo della spensieratezza che tanto invidio ai bimbi. Sembrerà banale a più di qualcuno, ma ci tengo a dirlo comunque: vederlo da "adulti" è tutta un'altra cosa. Questa diversità di visione si può apprezzare su molteplici fronti: innanzi tutto, da bambina avevo capito molto poco di cosa parlava e qual era il messaggio portante del film. Ridevo a crepapelle guardando l'omino sulla lumaca da corsa, rimanevo affascinata da Atreiu (porca miseria, quel ragazzino avrà sì e no 12 anni!), avevo un certo timore di Mordipietra e ammiravo con incanto la bellezza dell' Imperatrice. Beh, e poi, come tutti i bambini, sognavo ovviamente di cavalcare Falcor e di possedere un fortunadrago personale, magari da trovare come regalo sotto l'albero di Natale... Tutte queste emozioni le ho rivissute in sordina in un pomeriggio di dicembre di circa 20 anni dopo, capendo che il significato che gli autori volevano veicolare tramite la pellicola è esattamente quello che un adulto riesce a comprendere e un bambino a vivere guardando il film. Tutta la storia è una metafora sull'importanza dei sogni, sulla bellezza della letteratura, unico mezzo davvero in grado di stimolare la fantasia del genere umano (anche se raccontando tutto questo con un film si ottengono comunque risultati molto soddisfacenti!), sulla necessità di speranze e di desideri per essere davvero felici. Il Nulla, visto con quasi 20 anni di esperienza in più sulle spalle, fa ancora più paura che da bambini, posso giurarlo.
Tralasciando ogni considerazione tecnica sul film (oltre ad essere completamente fuori luogo sarebbe soprattutto superflua, visto che ci troviamo di fronte ad un genere che ha visto in un passato recentissimo i suoi più alti trionfi sul piano della mimesi degli effetti speciali e della realizzazione scenica -vd. la saga de "Il Signore degli Anelli"-), posso dire che questo è un film che, pur appartenendo cronologicamente alla mia generazione, non ha età, e che porta in sè un significato dal valore assoluto e incontrovertibile. Consiglio caldamente a chi ne avesse voglia di rivederlo, magari in compagnia dei propri figli (ovviamente se possibile!).
