IN VIAGGIO SU mARTE

Naufragando nel magico mondo di Arte, Musica e Spettacolo

Chi sono

Studentessa DAMS in fase di sfogo: impressioni e pippe varie su ciò che è bello in quanto bello e su ciò che è bello in quanto piace (a me, chiaro). Perchè di opinionisti su questa terra non sembra essercene mai abbastanza...

Commenti recenti

Archivio

oggi
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte


Licenza Creative Commons
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
martedì, 09 novembre 2004

PROVA D'ORCHESTRA, F. Fellini, 1979

Non avevo che da immaginarlo. Sulla scia di tutti i film di Fellini che ho potuto vedere fin'ora, "Prova d'Orchestra" non delude di certo le aspettative. Piuttosto breve (70 minuti) ma decisamente intenso, si inserisce in tutto e per tutto nel solco tracciato dai suoi predecessori presentenadosi come una metafora continua, come visione di un conglomerato viscerale di significazioni, di possibili interpretazioni, di azzardabili (e azzardate?) spiegazioni. In breve la trama: ci troviamo in una chiesa sconsacrata in cui si tiene una prova di un'orchestra molto eterogenea. Musicisti di tutte le età costituiscono la materia viva del racconto, che si costruisce dietro il pretesto di una ripresa televisiva di tale evento musicale. Ogni musicista è chiamato a dare la propria testimonianza sulla musica, sul proprio strumento e più in generale sulla propria esperienza di esecutore. Non manca il rappresentante dei sindacati, e questo viene a mostrare il lato meno spiccatamente ascetico dell'artisticità del musicista, anch'esso costretto a sbarcare il lunario e per questo alle prese non solo con la misiticità delle sette note ma anche con il brontolio della pancia. Più di qualche musico esprime il proprio disagio, spiega come la loro vita sia fatta di poca cultura ma di tante ore in conservatorio, a patire e gioire con il proprio strumento. Per ognuno di essi il pezzo di legno o di ottone che si trova tra le mani rappresenta un mondo, un amico, una risorsa, la migliore invenzione del mondo. Vengono rappresentati anche gli aspetti meno nobili di questi personaggi, come l'infantilità, l'invidia, il poco spirito di sopportazione, l'essere a volte meschini ma spesso anche alienati dal mondo. Un ritratto del tutto veritiero e senza tabù del mondo del professionismo musicale. Durante la prova si assiste ad un crescendo di tensione che porterà verso la metà del film ad un'esplosione totale, alla caduta dei valori, alla perdita di autocontrollo e coscienza. In un novello '68 i musicisti si ribelleranno, boicotteranno la prova, il direttore (sostituito momentaneamente da un gigantesco metrono, in seguito anch'esso distrutto), il loro ruolo e infine, nel più completo sfacelo, rinnegheranno la musica stessa. Verranno alle mani, distruggeranno ogni cosa (strumenti compresi) e perderanno essi stessi la connotazione di esseri umani, fino a che, ad un tratto, avviene il coup de theatre: una gigantesca palla d'acciaio abbatterà un muro della chiesa, ormai ridotta a vera e propria bolgia infernale, paralizzando l'azione, ricoprendo di polvere e calcinacci musicisti e direttore, il quale, con massima imperturbabilità, riassumerà il controllo e riprenderà a dirigere parlando però in tedesco, in una diafana atmosfera bianco/azzurrognola e spettrale, di cui tutti i personaggi sono pervasi. Metafora politica del continuo passaggio tra dittatura e anarchia? Testimonianza sulla musica moderna, sulla figura del musicista, sulla vera faccia dell'arte in un mondo che sta forse andando a rotoli? O magari la musica è solo un pretesto per raccontare il disagio di un'epoca, della condizione di uomini semplici e sottomessi, della caduta dei sogni, della pazzia, della degenerazione nelle relazioni causata dai mezzi di comunicazione moderni ( è forse la presenza della tv a causare tutto il dramma?) ? Qualcuno ha parlato di "grido" nel definire questo film. E di grido si tratta, a parer mio. Un grido che ho sentito forte e potente,disperato e agonizzante, anche se velato di sottile mistero nel destinatario e nel significato.

postato da: myfavouritethings alle 10:00 | link | commenti (1)
categorie: cinema

Commenti
#1   15 Marzo 2005 - 18:20
 
gran bel film, sperimentale e nel contempo un classico, la cosa 'divertente' e impossibile da cogliere da una persona non addetta ai lavori è che il mondo orchestrale è anche peggio di così, a noi queste cose non fanno ridere ma ci provano un sentimento di sconforto perchè sappiamo che la verità è peggiore
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente balsam

Commenti